Cronaca di giornate di lutto e di festa nazionale


Domenica 3 giugno abbiamo passato una giornata decisamente diversa. Innanzitutto ci siamo recati a Brugherio dalle parti di Monza per incontrare la signora Laura, persona che avevamo sentito solo per telefono il giorno prima. Laura ha deciso di donare sacchi a pelo, teli per tende e lettini da campeggio a chi in questo momento ne aveva più bisogno, sì stiamo parlando di loro, i terremotati dell'Emilia. E cara grazia che Laura abita a Brugherio perchè se fosse abitata fra Cormano e Sesto San Giovanni non ci saremmo mai potuti andare visto che, in occasione della visita del Papa, sono addirittura state chiuse le uscite dell'autostrada. Carina questa cosa di segregare le persone in casa.

Raccolto tutto ci siamo diretti a Cavezzo, uno dei paesi più colpiti dal terremoto. Credetemi non eravamo assolutamente preparati a quanto stavamo per vedere, una cosa veramente incredibile. Avevamo appuntamento con Stefano Lazzerini dell'associazione Thomas Biagi fan club regaliamo un sorriso. Il punto d'incontro era presso una casa privata antistante altre due...completamente rase al suolo. Non avevamo idea di quanto potesse essere selettivo il terremoto. Gli inquilini della casa ancora in piedi vivevano in tenda, altri in auto, persone di tutte le età che, avendo deciso di non abbandonare la propria casa per non trovarsela svuotata dagli sciacalli che imperversano ovunque godendo delle disgrazie della povera gente, si sono trovati ad essere abbandonati a sè stessi. La protezione Civile infatti, per motivazioni logistiche, aiuta solo le persone che accettano di abbandonare le case e stare nelle tende del campo che hanno allestito. Di conseguenza sono nati piccoli gruppi autonomi che prestano aiuti a queste persone. In paese le cose non vanno meglio, le case sono inavvicinabili perchè pericolose, la gente non dorme e sobbalza a qualsiasi rumore, negli occhi di tutti c'è il vuoto, la necessità di darsi una spiegazione fa nascere teorie di tutti i tipi. Gli unici a salvarsi sono i bambini più piccoli che vivono la situazione come una vacanza in campeggio. Disgustoso il comportamento dei giornalisti che, solo per fare audience, tengono puntate le telecamere sulle case con le crepe e stazionano lì tutto il giorno in attesa di un'altra scossa nella speranza di poter riprendere un bel crollo.
Però mentre eravamo lì, a Milano si svolgevano ben altre manifestazioni. 

Domanda: era strettamente necessario andare alla Scala con un corteo da far invidia a un re ovviamente tutto pagato? Ho visto tante discussioni a riguardo, c'è chi dice che nella Bibbia non c'è scritto da nessuna parte che la Chiesa deve essere povera dunque quel passaggio che suona all'incirca "lascia tutti i tuoi averi e seguimi" era una sfida fra ragazzi? Un rito d'iniziazione per entrare nel gruppo? O forse era un passaggio per avvicinarsi a una vita più vera?
E per quanto riguarda tutte quelle storie sul fatto che ormai fosse tutto organizzato (sia per la visita del Papa sia per la parata del 2 giugno) ecco la risposta:

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