Un male non necessario

Oggi vorremmo parlarvi di una cosa un po' più seria del solito e a nostro avviso anche un più grave. Non si tratta di matrimoni, è vero, ma di qualcosa che in un certo senso gli è molto vicino, ovvero il concepimento dei figli. Premettiamo che questo blog non si occupa di politica né intende farlo in futuro, in questa occasione ci vogliamo solo permettere di commentare un fatto che riteniamo un male che poteva davvero essere evitato.

La questione riguarda una notizia, che è uscita la scorsa settimana su tutti i più importanti quotidiani italiani, nella quale veniva riportata la presentazione delle nuove linee guida sulla legge 40 in materia di procreazione assistita.

Queste nuove linee guida non permetteranno a genitori portatori di malattie genetiche (e che ne siano a conoscenza) di far ricorso alla fecondazione assistita, lasciandoli di fatto liberi solamente di "rischiare", oppure di andare appositamente in un altro paese per poter procreare con la sicurezza di non trasmettere le tali malattie ai propri figli.

L'uso di queste tecniche sarà concesso a chi è infertile, ma anche a chi è fertile, se portatore di malattie infettive come Hiv, Hbv e Hcv. Non si citano le malattie genetiche nonostante alcune sentenze abbiano riconosciuto questo diritto ad alcune coppie fertili che rischiavano di avere figli con grave malattie come la talassemia e la fibrosi cistica. Le coppie con malattie genetiche non sono state inserite in quanto, come spiega il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, le sentenze sono solo sentenze amministrative che riguardano singole coppie.

Quello che noi vorremmo dire è che questa volta è stata davvero persa un'occasione. Perché due genitori che sono a conoscenza della possibilità di trasmettere ai propri figli una malattia genetica devono essere esclusi dalla possibilità di ricorrere a queste tecniche? Ci sembra ingiusto perché comunque chi avrà la possibilità economica potrà intraprendere un viaggio della speranza oltreconfine e perché con questa decisione è probabile che problemi, dolore e difficoltà continueranno ad esserci dove potevano invece scomparire, donando a figli e genitori una vita più serena.

Siamo profondamente dispiaciuti e non crediamo che sia questo genere di attenzioni che le famiglie italiane reclamano.


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