Promotori dei tappi della solidarietà

Avete mai sentito parlare della raccolta dei tappi di plastica? Noi sì e da alcuni anni li raccogliamo diligentemente coinvolgendo amici e parenti. Anzi in alcuni casi è proprio diventato un motivo di vedersi con persone che se no, causa impegni diversi, sarebbe stato difficile incontrare - Chiaraaaaaaaaaa sono seppellito dai tappi, vieni a prenderteli o li butto giù dalla finestra - e simpatiche manifestazioni d'affetto di questo tipo. Un mio amico addirittura si è portato il suo sacchetto in moto da Parigi a Milano. Non conosciamo neanche una persona normale, no, no.

Comunque, quello che per noi è un modo per aiutare progetti di solidarietà per altri è motivo di studio e di incredulità, non immaginate la mia sorpresa infatti quando ho trovato un articolo sui tappi sul sito del CICAP il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale si occupa cioè di promuovere un'indagine scientifica e critica nei confronti degli eventi soprannaturali. Che i tappi delle bottiglie siano in verità pericolose armi inviate dagli extraterrestri? Sembra di no, quindi tranquilli che non c'è bisogno di infilzarli con un paletto per paura che vi assalgano di notte. Il fatto è che si credeva che questa dei tappi fosse esclusivamente una leggenda metropolitana, e in effetti all'inizio lo era, ma poi la Caritas decise di farla diventare realtà. Per gli amanti della lingua italiana questo processo si chiama ostensione.


Vi riporto l'esaustivo articolo trovato su http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=101679 del signor Lorenzo Montali, dell'Università Bicocca di Milano che ringraziamo per il permesso accordatoci.
In Italia la raccolta dei tappi viene realizzata prevalentemente in Toscana ed è coordinata da organizzazioni religiose, la Caritas o le Confraternite di Misericordia. La rete più estesa è gestita dalla Caritas di Livorno che da due anni raccoglie tappi in città e in molti comuni della provincia e li ricicla grazie a un accordo con una società specializzata. "Col denaro raccolto nel 2001 abbiamo comprato una carrozzina da donare alla missione di Malawi, in Africa" mi ha spiegato Enrico Sassano, responsabile della Caritas Diocesana, che per il 2002 si è data l'obiettivo di contribuire a finanziare la costruzione di pozzi, canali e fontanelle per portare l'acqua potabile in 15 villaggi della Tanzania. Ogni progetto, coordinato dal Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, un'associazione non governativa di Livorno, ha un costo di 7.500 euro. "Il nostro scopo - ha aggiunto - è quello di ottenere dalla raccolta dei tappi circa 3.000 euro, che poi verranno integrati da altri finanziamenti. Siamo sulla buona strada perché sinora abbiamo già raccolto oltre 11 tonnellate di materiale, ben 4,5 milioni di tappi, per un valore di circa 2.000 euro". La raccolta viene realizzata soprattutto nelle parrocchie e nelle scuole, elementari e medie, dove sono stati istallati 200 tapponetti, ossia dei cassonetti nei quali si possono depositare i tappi da riciclare.
Ma non vi sembra che lo sforzo non valga la candela? ho domandato a Sassano. In fondo, chiedendo a tutti questi volontari di donare 1 centesimo di euro anziché un tappo, si potrebbero raccogliere molti più soldi. "Certo - ha risposto - ma noi crediamo che questa azione sia più educativa perché, invece che mettere mano al portafoglio una sola volta, le persone vengono coinvolte maggiormente e così dedicano più attenzione ai problemi dell'Africa. E inoltre si rendono conto dell'importanza di riciclare tutti i rifiuti ed evitano di lasciare i tappi sulle bottiglie di plastica, visto che non possono venir riciclati insieme" perché il materiale di cui sono fatti i tappi è Polietilene (PE), mentre quello delle bottiglie è Polietilene tereflatato (PET), e il processo di riciclaggio per i due materiali è differente.
Creazione di Pollon72
Ma perché non raccogliere anche le bottiglie, insieme ai tappi, visto che si otterrebbe molto più denaro per le opere di beneficenza?ho così scoperto che la legge lo vieta perché la raccolta dei rifiuti urbani è affidata a società che ne hanno la concessione in esclusiva. Le bottiglie, quindi, possono essere raccolte solo da questi Enti, mentre i tappi non sono considerati rifiuto urbano e così anche i privati o le associazioni possono farsene carico.

I problemi della raccolta
E in ogni caso "non saremmo attrezzati per le bottiglie" ha aggiunto Carlo Maffei che coordina un'altra raccolta toscana. Perché chi organizza la raccolta dei tappi ha già il problema di trovare degli spazi sufficientemente grandi per accumulare i tappi: 1 tonnellata, che rende circa 150 euro, corrisponde a più di 400.000 tappi. Un'altra difficoltà, ha spiegato "è quella di trovare dei camion con cui portare gratuitamente tutto questo materiale alle società di riciclaggio. Noi abbiamo dei volontari che ci prestano i loro furgoni, ma so di altre associazioni che hanno dovuto smettere perché quasi tutto quello che guadagnavano se ne andava per pagare il trasporto". Le due questioni sono tutt'altro che marginali perché rivelano che la raccolta dei tappi di plastica di per sé è un'operazione anti-economica, se si considerano i costi per promuovere l'iniziativa, quelli sostenuti dai volontari per il trasporto del materiale al punto di raccolta, quelli di deposito e infine quelli per portare i tappi presso le società di riciclaggio. Diventa invece un'attività molto importante se produce un risultato di carattere più generale e cioè quello di sensibilizzare una comunità rispetto a un problema come quello delle condizioni di vita nei Paesi sottosviluppati o delle carenze del servizio offerto dal sistema sanitario in Italia, creando una rete di volontari capaci di mobilitarsi su nuove iniziative.
il signor Daniele Distico e i suoi tappi


Realtà o leggenda?
È probabile allora che l'idea di organizzare realmente questa raccolta sia venuta proprio a chi aveva sentito la vecchia leggenda, ma a confermare il carattere leggendario della storia resta anche il fatto che la voce della raccolta dei tappi è oggi diffusa un po' in tutta Italia, mentre le raccolte effettivamente realizzate sono poche e tutte di carattere locale. Il confine tra realtà e leggenda è in questo caso quindi davvero sfumato. 

Nel nostro viaggio abbiamo deciso di farci promotori di questa iniziativa, parleremo cioè nei B&B che ci ospiteranno e alle creative che incontreremo di questa possibilità, con l'avvertenza però di capire se nelle loro città c'è un Ente serio che organizzi la raccolta!!!

1 commento:

  1. nella nostra città li raccoglie una Chiesa e con i soldi che se ne ricavano realizzano sedie a rotelle per chi ne ha bisogno

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